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Tra cielo e terra

Gli abitanti di Graz sono ovviamente fieri che la loro fortezza sullo Schlossberg sia entrata nel Guiness dei primati per non essere mai stata espugnata. Ma sono altresì fieri del vano ascensore che li porta in alto in maniera spettacolare. Esperienza celestiale, ma anche un po’ sinistra.

Quando il diavolo, il giorno di Pasqua, si sentì tradito dai cittadini per il mancato pagamento di una scommessa, scaraventò pieno d’ira un enorme masso sulla città. Il grande masso si ruppe in due parti: quella più piccola formò la Austein, mentre il più grane diventò lo Schlossberg. Questo è quello che si racconta a Graz. Ma il timore nei confronti del diavolo non deve essere stato così grande se già a metà del XVI secolo si iniziò a perforare senza sosta nella resistente pietra dolomitica – per esempio per realizzare la fontana “Türkenbrunnen”, profonda quasi 100 metri. Tuttavia, i veri lavori di perforazione iniziarono durante la Seconda Guerra Mondiale: dal 1943 all’interno della montagna venne scavato un completo sistema di gallerie e cunicoli per un totale di 6,3 chilometri di lunghezza – come centrale di comando e bunker antiaereo – per circa 40.000 persone.

Dimenticato per lungo tempo dopo la guerra, il reticolo di gallerie venne “riscoperto” in seguito alla nomina di Graz a città europea della cultura nel 2003 e utilizzato per tantissime occasioni. Tra le varie cose, anche per un ascensore spettacolare che risparmia ai turisti dello Schlossberg la fatica di salire tramite la scala esterna o il viaggio trotterellante in funicolare e li catapulta a destinazione in appena 30 secondi. Il film di culto “Metropolis” di Fritz Langs fa impallidire al confronto. Perché l’ascensore si fa ammirare per la sua costruzione futuristica e la sua illuminazione altrettanto avveniristica. Così, il viaggio stesso nell’ascensore di vetro diventa un’esperienza con un panorama emozionante: per esempio sulla scala di emergenza degna di un film la cui ringhiera si avvolge in maniera drammatica attorno all’ascensore. Merita di essere vista perché la lamiera stirata permette – grazie alla mutevole trasparenza – delle visuali sempre diverse e allo stesso tempo trasmette una certezza all’osservatore: che in caso di emergenza, la scala c’è ed è sicura. Tipico della lamiera stirata: stabile ed emozionante in uno.

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